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giovedì 22 marzo 2012

Il deserto in Camper

Consigli per affrontare un viaggio in Camper nel deserto, la preparazione, affrontare una pista, come guidare, come orientarsi e i pericoli.
Questa piccola guida non vuole insegnare a nessuno come affrontare un viaggio così impegnativo, ma vuole dare solo dei piccoli consigli su eventuali problemi che ci possono essere nell'affrontare questo tipo di vacanza.

Preparazione:
Innanzitutto bisogna tenere presente che il camper e la caravan sono forse i mezzi meno adatti ad affrontare le piste. Infatti le vibrazioni del fondo sconnesso possono causare danni alla cellula, l'insabbiamento è molto facile a meno che non si abbia un gemellato, la coda lunga crea problemi nel passare cunette, le trazioni anteriori, dato che il peso è sull'asse posteriore, perdono facilmente aderenza.
Ma qualche puntata nel deserto è pur sempre possibile farla, adottando la cautela necessaria.

Prima di partire portare:
  • Un cavo robusto lungo almeno 10-20 metri: se finite insabbiati per essere tirati fuori. Un cavo lungo permette all'altro mezzo di essere sul terreno duro. 
  • Una pala, sperando di non doverla mai usare.
  • Il cric, ovviamente.
  • Se possibile delle pedane da sabbia: ad esempio 2 lastre in alluminio mandorlato cm 100x35, si trovano anche al recupero metalli, non sono molto robuste ma sono leggere.
  • Cassetta attrezzi con tutto quello che ritenete utile alle vostre capacità meccaniche; in particolare fil di ferro, stagno per saldature improvvisate, pezzi di profilati in alluminio da lavorare per rinforzare o sostituire parti rotte, assortimento di bulloni, fascette, camere d'aria ecc. 

Prima di affrontare una pista:
Cercare di informarsi sulle condizioni attuali della pista, soprattutto da altri turisti; tenete presente che i locali sfruttano i loro mezzi meglio di noi: quello che può fare un furgoncino Pegeout guidato da un arabo non può essere imitato da un turista sulla proria auto.
Calcolare che si può anche dover fare lunghi tratti a velocità molto ridotta, quindi partire con margine di tempo, portare carburante abbondante (informarsi sui rifornimenti), portare acqua da bere abbondante (si consiglia fino a 7 litri di acqua al giorno a testa nel caldo estivo).
Comunque non sentitevi Indiana Jones solo perchè state per fare una pista di 200 Km. : incontrerete sempre qualcuno più avventuroso di voi, magari un tedesco in bicicletta o delle attempate francesi a dorso di cammello.


Come guidare su pista:
Piste di sassi: procedete con cautela, valutando il fondo per prevenire urti sotto il mezzo e danni ai cerchioni. Se il fondo è ondulato dal passaggio dei mezzi in genere si consiglia di guidare molto piano oppure così veloce da saltare da una cresta all'altra: vi sconsiglio vivamente la seconda soluzione con un mezzo come il camper.
Piste di sabbia: dove il fondo è resistente si può raggiungere anche una certa velocità, ma sempre attenti alle buche improvvise ed alla sabbia. Attenzione al fatto che la sabbia frena le ruote, quindi in velocità o in frenata se è da un solo lato può causare la sbandata ed il ribaltamento. Per attraversare zone di sabbia eventualmente controllare prima a piedi il fondo ed eventuali sassi nascosti, poi entrare abbastanza veloci e con il motore su di giri per avere la massima potenza (in genere accelerati in seconda) cercando di seguire le tracce dei veicoli precedenti e di governare il mezzo per evitare sbandamenti (il volante risponde come un timone di una barca).
Se nonostante tutto il mezzo si arena nella sabbia non cercate mai di ripartire subito: le ruote slitterebbero scavando in pochi secondi una fossa e facendo appoggiare il mezzo al centro. Non vi resterebbe che lavorare di pala e di cric per risollevarvi prima di tentare di uscire al traino e/o con le pedane. Le pedane vanno infilate con il bordo contro la parte bassa dei copertoni motrici, per le altre ruote occorre liberare il percorso scavando un solco davanti. Una volta sistemate si parte a scatto in prima e si cerca di fare un tratto più lungo possibile (in genere si fanno 5 - 10 metri prima di rifermarsi). Ovviamente disinsabbiarsi in salita (anche leggera) è molto più difficoltoso che in discesa.
Gli autisti pratici a volte provano ad uscire dall'insabbiamento senza fatica con la seguente tecnica.
Si innestano alternativamente la prima e la retromarcia senza far slittare le ruote: in pratica si fa oscillare il mezzo nella buca dove è insabbiato. Pian piano la buca si allarga e le ruote riescono ad andare avanti ed indietro per un tartto sempre più lungo, fino a tentare di slancio di uscirne fuori.

Come orientarsi:
Se viaggiate senza una guida locale, come spesso si preferisce per avere maggiore libertà, dovete sapervi orientare per trovare la strada giusta. Controllate su tutte le mappe che avete i particolari: direzione della pista, montagne anche lontane, guadi (fiumi secchi), oleodotti (interrati ma sempre costeggiati da una pista), villaggi, ecc. Durante il percorso annotate il contachilometri all'inizio della pista ed ad ogni bivio, guardatevi intorno per identificare i punti di riferimento segnati sulla carta, mantenete la direzione con il sole (o con la bussola), osservate con attenzione ogni indicazione nei pressi dei bivi (nel deserto vi sono cartelli minuscoli, con scritte difficilmente leggibili, a volte in arabo, su sassi, copertoni di camion, carcasse d'auto o altro. Se non siete sicuri ed incontrate qualcuno, chiedete.
Le piste nel deserto si biforcano spesso, a volte formano delle carreggiate parallele usate per evitare l'ondulato o la sabbia e si incrociano di continuo, altre volte si allontanano di molto per poi riconfluire, altre volte sono veramente dei bivi. Non fidatevi delle carrate dall'aspetto trafficato di recente: nel deserto le tracce rimangono per anni, potrebbero portare ad un pozzo petrolifero ormai secco, o peggio essere la pista seguita fino all'anno prima e resa impraticabile dall'ultima pioggia. Se vi deve capitare un guasto il posto peggiore è su di una diramazione non più usata: attendereste invano il passaggio di un auto.
Viaggiare in coppia con un altro mezzo è naturalmente una sicurezza a volte indispensabile.
Una regola d'oro: non importa quanti chilometri avete già percorso e quanti pochi manchino alla destinazione: se un passaggio è troppo difficile bisogna tornare indietro prima di rompere il mezzo.


Pericoli:

Oltre al pericolo di perdersi nel deserto, oggi non più facile come una volta ma ancora possibile, bisogna fare attenzione agli incidenti: capottamenti ed anche (incredibile, visto lo scarso traffico) scontri frontali. Quando si scende ricordarsi che sotto le rocce si può annidare la velenosa vipera del deserto, mentre in prossimità delle palme vi sono scorpioni altrettanto velenosi, che di giorno sono nascosti nelle fessure e di notte escono alla ricerca di rifiuti commestibili (sono attirati dalla frutta). Se pestate uno scorpione lui vi pungerà sul lato del piede, quindi se volete stare tranquilli usate scarpe chiuse, alte e abbastanza pesanti. Entrambi questi animali vanno in letargo in inverno, ma li potreste trovare intorpiditi nascosti sotto un sasso o nel profondo della sabbia.

Se vi siete spaventati considerate che nel deserto vi sono dei paesaggi splendidi, pitture rupestri, pietre del neolitico e paleolitico, fossili, minerali, oasi: quindi lanciatevi cimentandovi con una pista di pochi chilometri per poi osare di più. Magari provate a raggiungere Ksar Ghilane, in Tunisia. Oppure la pista Erfoud Merzouga in Marocco.

Certo queste piccole nozioni non possono bastare per affrontare un viaggio nel deserto ma certo vi possono aiutare a cominciare a organizzarlo.

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